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Pavimento in resina sopra le piastrelle: è possibile?

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Applicare la resina su mattonelle già esistenti può essere una soluzione per rinnovare una superficie senza procedere necessariamente alla completa rimozione del rivestimento precedente. In ambito professionale e aziendale questa possibilità può essere interessante per intervenire su spazi commerciali, showroom, uffici, laboratori e altre superfici piastrellate limitando l’impatto delle lavorazioni.

Ma si può mettere la resina sopra le mattonelle? In molti casi sì, ma la fattibilità dipende da diversi fattori. Le condizioni del rivestimento, le caratteristiche del supporto e l’utilizzo previsto della nuova superficie incidono sulla possibilità di procedere senza rimuovere le piastrelle.

Vediamo quindi quando la sovrapposizione può essere valutata, quali aspetti devono essere verificati e in quali casi può essere preferibile intervenire diversamente.

In breve

  • In determinate condizioni è possibile applicare un pavimento in resina sopra le mattonelle senza rimuovere completamente il rivestimento esistente.
  • Prima dell’intervento devono essere valutati adesione delle mattonelle, condizioni del supporto, umidità, regolarità e destinazione d’uso.
  • Ceramica, gres e klinker possono richiedere valutazioni e preparazioni differenti.
  • La resina su piastrelle può essere utilizzata anche in ambienti professionali e aziendali quando la pavimentazione esistente costituisce un supporto adeguato.
  • In presenza di distacchi o degradi importanti può essere necessario intervenire sul fondo prima di realizzare il nuovo sistema.

 

Rivestimenti in resina su piastrelle: si o no?

In molti casi è possibile realizzare un pavimento in resina sopra le mattonelle, purché il rivestimento preesistente costituisca una base adeguata per il nuovo sistema.

Le piastrelle non devono essere considerate semplicemente come una superficie da coprire. La loro adesione, la presenza di eventuali vuoti o distacchi e le condizioni del sottofondo possono influire sul comportamento del rivestimento successivo.

La resina su mattonelle esistenti permette quindi, in determinate condizioni, di evitare una demolizione completa. La possibilità deve però essere verificata caso per caso, soprattutto quando la superficie sarà sottoposta a traffico, carichi o altre sollecitazioni tipiche di un ambiente professionale.

Cosa verificare prima di applicare la resina sulle piastrelle

Prima di scegliere una resina per mattonelle esistenti, è necessario verificare alcuni elementi che possono incidere sulla riuscita dell’intervento.

 

Cosa verificarePerché è importante
Adesione delle mattonelleElementi distaccati o instabili possono compromettere il nuovo rivestimento.
Condizioni del supportoMovimenti o criticità del fondo possono riflettersi sulla superficie in resina.
Fughe e dislivelliDevono essere considerati per ottenere una superficie adeguata al nuovo sistema.
Presenza di umiditàPuò influire sulla scelta e sul comportamento del ciclo applicativo.
Tipo di rivestimento esistenteCeramica, gres, klinker e altri materiali possono richiedere valutazioni differenti.
Destinazione d’usoTraffico, carichi, pulizia e sostanze presenti determinano le caratteristiche richieste al nuovo pavimento.

Il punto, quindi, non è semplicemente capire se sia possibile coprire le mattonelle con la resina, ma stabilire se la pavimentazione esistente possa realmente costituire un supporto adeguato.

Applicazione dei sistemi resinosi: cosa dice la normativa

La UNI 10966:2021 fornisce indicazioni relative ai sistemi resinosi applicati su superfici orizzontali e verticali e dedica particolare attenzione alle condizioni e alla preparazione del supporto.

Su superfici dure, come mattonelle ceramiche o pietre naturali, è necessario predisporre il fondo affinché il sistema resinoso possa aderire correttamente. In funzione delle condizioni della superficie possono essere previste specifiche lavorazioni meccaniche, tra cui levigatura e pallinatura, oltre agli interventi necessari a correggere eventuali parti non aderenti o irregolarità.

Piastrelle ceramiche, come gres e klinker, e altri rivestimenti possono richiedere valutazioni differenti.

Quando necessario possono inoltre essere previste operazioni di rasatura o livellamento. Le modalità di intervento devono però essere definite dopo la valutazione del supporto: non esiste una procedura identica per ogni pavimentazione.

Resina su piastrelle negli ambienti professionali e aziendali

Negli spazi professionali, applicare la resina sopra le piastrelle non è una scelta legata soltanto all’aspetto della superficie. Occorre considerare soprattutto come verrà utilizzato il nuovo pavimento.

Traffico frequente, movimentazione di attrezzature, necessità di pulizia, presenza di determinate sostanze e caratteristiche richieste alla finitura possono orientare la scelta verso sistemi differenti.

I pavimenti in resina sopra un pavimento esistente possono quindi essere valutati in showroom, punti vendita, uffici, laboratori e altri ambienti aziendali, quando le condizioni del fondo consentono di intervenire senza rimuovere completamente il rivestimento precedente.

Anche una resina autolivellante su mattonelle deve essere scelta in funzione dell’utilizzo previsto: continuità e regolarità della superficie sono solo alcuni degli aspetti da considerare insieme a spessore, sollecitazioni e caratteristiche del supporto.

Quando non conviene applicare la resina sopra le mattonelle?

La sovrapposizione non è sempre la soluzione corretta.

Piastrelle non aderenti, distacchi diffusi, degrado del sottofondo, movimenti o altre criticità possono rendere necessario un intervento preliminare più importante. In questi casi scegliere semplicemente una resina per coprire le mattonelle non risolverebbe il problema alla base.

È quindi importante distinguere tra una superficie che può essere adeguatamente preparata e una pavimentazione che richiede prima un intervento sul supporto.

Quando il degrado è più esteso può essere necessario valutare un ripristino del pavimento industriale o del rivestimento esistente prima di procedere con il nuovo.

Come scegliere il sistema resinoso

Una volta verificata l’idoneità della pavimentazione esistente, il sistema deve essere definito in funzione dell’ambiente e delle prestazioni richieste.

Sistemi epossidici, poliuretanici o altre configurazioni possono rispondere a esigenze differenti. Anche spessore e finitura dipendono dalla destinazione d’uso, dal traffico, dalle condizioni di pulizia e dalle sollecitazioni previste. Per questo, prima di definire il ciclo applicativo, è utile considerare anche i pro e contro dei pavimenti in resina in relazione all’ambiente in cui verranno utilizzati.

La valutazione professionale serve quindi non soltanto a stabilire se la sovrapposizione sia tecnicamente possibile, ma soprattutto a definire quale sistema sia coerente con il supportoe con l’utilizzo futuro della superficie.

Vuoi capire qual è l’intervento più adatto alla tua pavimentazione?

Repav valuta il supporto e le esigenze dello spazio per individuare il sistema più adatto.

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